duepuntiasterisco

(Coperte, parole belle, anziani, ginocchia.)

Mi ricordo ci bastava l'equilibrio su una gamba* →

In due classi di una scuola dell’infanzia con bambini e bambine di cinque anni, l’adulto chiede: “Cos’è, dove inizia e dove finisce il cielo?”
Simone: “E’ una cosa blu, molto scura e profonda”.
Gianluca“Il cielo si vede sopra e arriva sotto”.
Chiara: “Il cielo è dappertutto, però ci sono le case che non lo fanno vedere, o i muri, o gli alberi, o le gru, ma se stiamo fuori lo vediamo sempre”.
Pietro: “E’ infinito”.
Matteo: “No, il cielo non è infinito, perché è un pochino più piccolo, inizia lì e finisce là”.
Francesco: “Ma il cielo è infinito, perché secondo te se io vado a fare tanti passi con la bici, con la macchina o a piedi, il cielo non è andato via!”.
Francesca: “Il cielo non finisce mai perché più andiamo in alto e più c’è il cielo”.
Alessandro: “Il cielo è infinito”.
L’adulto: “Che cosa significa che è infinito?”.
Francesca: “Che è grandissimo e che non si capisce se finisce o non finisce”.

Facendo le nuvole con la schiuma da barba, l’adulto chiede: “Secondo voi bambini le nuvole sono così veramente?”.
Matteo: “No, sono più molli ancora di queste”.
Pietro: “Sono morbidissime come queste”.
Francesca: “Sono più morbide di così. Io ci sono entrata nelle nuvole quando sono andata a sciare col papà. Te ne accorgi quando entri perché è un po’ buietto. Mi è piaciuto entrare nelle nuvole”. 

E. Giordano, “Con la testa in su. Osservare il cielo”, in I. Gamelli (a cura di), I Laboratori del corpo

Notes:

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